Geometria senza curve

Guida poligonale geogebricamente assistita

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"Si capiscono davvero solo le cose che si è capaci di costruire"

Gianbattista Vico

E’ il vecchio discorso sulla teoria e la pratica, lo sporcarsi le mani mentre il cervello suda, il concretizzare le conoscenze in qualcosa di tangibile, la scuola completamente scollegata con il mondo reale, il mondo che c’è la fuori, il mondo del lavoro, quello che domani dovrebbe garantirci la pagnotta.

C’è questo processo formativo consolidato secondo il quale si prende il cranio di uno studente e lo si riempie di nozioni spesso astratte (almeno così da alcuni vengono percepite); è un procedura unilaterale di trasferimento di conoscenze nozionistiche tra docente e studente.

cervello umano

Si riempie invece di seminare. E noi studenti, a volte, questa cosa le sentiamo come una trapanata indesiderata, lo sfondamento della porta della nostra cameretta nonostante fuori ci sia un bel cartello: “NON DISTURBARE”.

Perché questo? Non abbiamo (noi studenti) la benché minima idea del perché una persona, a pagamento, si diverta a disturbare la nostra beata ignoranza, si accanisca contro le lande desolate del nostro sapere o, addirittura prenda a cuore la nostra crescita e voglia accompagnarci durante la scalata del monte Conoscenza. Ma benedetta persona, vuoi dirci perché dovremmo scalarlo quel monte, vuoi dirci che per farlo servono scarpe chiodate, picchetti e corde? Vuoi almeno, prima del sacro monte, farci allenare sulla collinetta di fronte alla scuola? Ce le vuoi far sporcare (e sbucciare) queste mani mentre ci racconti di Messner o ci elenchi i nomi delle montagne più alte del mondo? E in fine, ci hai mai chiesto se preferiamo il mare o la montagna?

 

Con voli pindarici arrivo così alla citazione di G. Vico che dovrebbe sintetizzare le motivazioni di questa “Guida poligonale geogebricamente assistita che mi accingo a presentare nonostante sia solo una beta di quello che la mia mente confusa vorrebbe ma non ha ancora partorito. Oggi si può intravedere solo qualche sparso ciuffo scuro e sperare che il concepimento (se ci sarà) non abbia tempi biblici.

COSTRUIRE. Sentite come suona bene! E’ uno dei verbi che preferisco. Racchiude in sè propositi positivi, intenzione e azione, idea e realizzazione …, concretezza. Ma normalmente per questo verbo, perché diventi reale, si sottintende che prima bisognerebbe aver acquisito le giuste conoscenze e poi si possa procedere alla costruzione. Quello che fa tutti i giorni la Scuola: teoria e poi, forse, pratica.
G. Vico invece è convinto che se una cosa sei in grado di costruirla, solo allora la conosci davvero. Lascia intendere (almeno così io ho inteso) che la pratica non dovrebbe essere subordinata alla teoria, ma che invece potrebbe partecipare attivamente  all’ampliamento ed approfondimento della teoria stessa. Non più un processo di istruzione lineare e scaglionato, bensì un percorso in cui teoria e pratica siano saldamente legati ed ognuno imprescindibile dall’altro. Si può far teoria e poi metterla in pratica, ma si può anche, tramite la pratica, spiegare e rendere tangibili i concetti teorici.

Costruire non è solo un’azione puramente fisico-materiale, è anche un concetto, una visione complessiva del cosa, come, dove, quando e perché (WH questions); ogni giorno la nostra mente costruisce elaborando dati ed informazioni appresi. E cosa costruisce? La nostra Conoscenza.

Si possono concretamente mettere in pratica processi di istruzione scolastica dove la teoria e la pratica si fondono fino a diventare quasi indistinguibili. Molti docenti già lo fanno ed in modo egregio in diverse discipline, io, da studente, vorrei provare a delineare quello che per me potrebbe essere un percorso formativo per la geometria di base. In questo caso, il verbo costruire si sposa perfettamente con la visione di una geometria “concreta”, dove le costruzioni geometriche non sono più solo il punto d’arrivo, ma anche il tramite per approcciare e spiegare concetti che troppo spesso risultano soltanto teorici se non addirittura astratti.

La pratica geometrica che io intendo mettere in risalto è quella del disegno, meglio, delle tecniche di costruzione geometriche e per farlo chiedo aiuto alla tecnologia ed in particolare a GeoGebra.
Nell’introduzione alla guida provo a spiegare il perché di alcune scelte.

 

In sintesi l’idea di fondo:

studenti e docenti, tramite l’utilizzo costante del software dinamico di geometria analitica GeoGebra, si “interfacciano” per apprendere e/o condividere conoscenze sulla geometria di base, quella euclidea. (per il momento, solo piana e senza curve)

Il docente spiega, lo studente studia e si esercita; entrambi utilizzano GeoGebra costantemente. Per fare questo, entrambi devono conoscere e saper utilizzare il software. Questa guida si pone come obbiettivo quello di rendere fruibili i concetti geometrici tramite l'utilizzo di GeoGebra, creando di fatto una sorta di manuale di utilizzo interattivo del software stesso. Si preoccupa inoltre di fare in modo che tutti i contenuti siano fruibili anche da mobile grazie ad un layout responsivo.

 

 

L’elenco delle voci qui sotto è da considerarsi una personale mappa mentale per organizzare i diversi contributi che vorrei sviluppare, mappa soggetta sicuramente a modifiche, tagli e aggiunte. La leggenda annessa e la colorazione delle singole voci indicano lo stato dei lavori che ad oggi, come si può notare, è assolutamente in fase embrionale.

Ho creato un contenitore, ora non rimane che riempirlo. Sono sincero, il progetto è alquanto ambizioso soprattutto per me che non ho le giuste competenze per portarlo avanti garantendo una buona qualità dei contenuti. E’ un’idea che può essere sviluppata (magari anche grazie al contributo di qualche volenteroso con più competenza ed esperienza) se davvero voi pensate ne valga la pena. Parliamone.

 

Indice

Legenda

  • Pagina completa
  • Pagina in bozza
  • Pagina in costruzione

 

PS:
Sono consapevole che l'idea in sè non ha nulla di originale e/o rivoluzionario. È il tentativo (invece di lamentarmi e basta) di fare qualcosa di concreto. E poche sono le cose che so fare (credo), soprattutto poche sono le cose che conosco e che possono risultare utili a qualcun altro in ambito didattico-scolastico. Allora ho deciso di volare basso, ho scelto argomento e target per me "arrivabili".
Semplicità prima di tutto, nessun formalismo e tanta tecnologia applicata alla Geometria.