La fine del mondo? No grazie, oggi ho un impegno, magari ripasso...
(una giornata da incorniciare)
Quel “oggi” è Venerdì 21 Gennaio 2011 e mi trovo in trasferta nella capitale; prima volta.
Me la volevano “vendere” la fine del mondo ; chi?
I Maya, Nostradamus, alcuni strani testimoni, alcune trasmissioni televisive e qualche
disfattista-complottista-autolesionista-approfittatore, ma io non compro una cosa che non posso
avere subito, non compro qualcosa di cui posso entrare in possesso solo ad una certa ora di una
certa data, al massimo ti firmo una cambiale che puoi riscuotere alla stessa ora della stessa data
( se ci riesci ).
Fortunatamente avevo un impegno, così ho rimandato la trattativa di compravendita.
Mi era giunto all’orecchio ( dal buon Claudio ) che qualcuno, questa benedetta fine del mondo,
non voleva venderla ma solo provare a spiegarla, magari esorcizzarla, magari “fotografarla”
e guardarla da diversi punti di vista, sezionarla, magari simularla e magari, addirittura,
riderci anche un po’ sopra.
Inizio della giornata:
colazione all’inglese, full English breakfast, tanto per darsi un tono.
Fine giornata:
circa 40 cm di neve dalle parti del Gran Sasso; ritorno verso casa.
In mezzo:
Roma, festival delle Scienze 2011, “La fine del mondo. Istruzioni per l’uso” .
Giornata piena, non c’è che dire. E invece no! C’è dell’altro...
Ore 18:30, “ Sala Bart ”:
aperitivo scientifico e premiazione concorso (Cattiva) Scienza in TV .
Ma andiamo per ordine.
La colazione è stata un’idea del mio “vecchio”; sapete quelle persone che quando si trovano
in un posto diverso vogliono assolutamente provarne le specialità?
Ma non eravamo in Inghilterra e il mio buon latte al cacao forse sarebbe stato più indicato.
Altra cosa, sempre lui; si era portato il vestitino della festa, giacca, cravatta e scarpe lucide
e per convincerlo a vestirsi in “modo normale” mi sono messo nei panni di quei “venditori di fumo”
di cui parlavo inizialmente e gli ho detto:
“ Ascolta. Dove stiamo andando si parlerà della fine del mondo e tu sai che a forza di parlarne le cose
possono avverarsi., magari non proprio la fine ma solo qualche piccola meteora o uragano;
ti immagini la polvere che ci potrebbe essere? ”
Si è infilato il suo maglione arruffato e ci siamo incamminati verso l’ Auditorium .
Abbiamo scelto un albergo vicino all’ Auditorium per ridurre al minimo i tempi di spostamento,
ma non avevamo calcolato le dimensioni mastodontiche dei “ tre Scarabei ”

La scelta insediativa per il grande complesso dei nuovo Auditorium di Roma è quella di completare con un raccordo organico l'orografia dei paesaggio esistente, cercando in particolare di ricomporre l'artificiosa frattura venutasi a creare tra le propaggini inferiori della collina dei Parioli e la pianura fluviale su cui sorge il Villaggio Olimpico
Solo per trovare l’ingresso visitatori ci sono voluti 35 minuti, abbiamo anche pensato di fare
uno squillo a Renzo Piano per avere delle indicazioni, poi abbiamo optato per i parcheggi;
eravamo a piedi, non abbiamo dovuto pagare, ma qualcuno ci ha guardato comunque
con aria sospetta.
Dopo la nostra “escursione nei sotterranei”, finalmente la luce: “ la Cavea ”
La Cavea, intitolata al Maestro Luciano Berio, rappresenta fisicamente il focus del progetto: la sua doppia funzione,
di teatro all'aperto e di piazza, la rende il fulcro della nuova centralità dell'intero complesso rispetto al sistema urbano.
Ora, immaginate due “provincialotti” a Roma per la prima volta, di fronte ad una struttura del genere,
che devono chiedere informazioni in una lingua straniera ( il romano ); fantozziani.
Decido di prendere le redini della situazione ed impongo il silenzio al mio “vecchio”:
“ Le domande le faccio io, conosco un po’ di inglese... forse ce la facciamo ad entrare. Tu muto ”.
E infatti, grazie alla mia profonda conoscenza della lingua, eccoci all’ingresso visitatori.

Dopo varie peripezie, la “famiglia Fantozzi” riesce finalmente ad entrare.
Programma della giornata alla mano, ci dirigiamo verso il foyer Sinopoli dove
Telecom Italia Future Lab ha allestito un percorso interattivo che porta alla scoperta
della casa del futuro.
Qui urge una prima riflessione: il tema centrale della manifestazione è la fine del mondo.
Cosa c’entra la casa del futuro? Se il mondo sta per scomparire, chi è quel pazzo
che si preoccupa di “arredare” la propria casa con gli ultimi ritrovati della tecnologia
col serio rischio di veder tutto distrutto da un meteorite o uno Tsunami?
“ Forse perchè il futuro è più vicino di quanto pensiamo e, invece, la distruzione del pianeta è lontana,
almeno secondo i nostri parametri di misurazione del tempo. Credo che lo slogan della manifestazione
sia provocatorio; probabilmente in qualcuna di quelle lezioni magistrali inserite in programma,
gli esperti ci chiariranno meglio il concetto di fine del mondo ”.
Anche il “vecchio” qualche volta riesce ad esprimere concetti con un minimo di senso.
Metto da parte la mia riflessione e mi godo l’exhibit sulla Domotica .
Il percorso sembra davvero interessante.
Si comincia con la registrazione di un account di prova sul sito della Telecom
e si inseriscono alcuni dati, simulando quello che effettivamente si potrebbe fare anche
con il proprio cellulare o con un PC collegato alla rete. Gli ambienti che sono stati ricostruiti sono:
la cucina, il soggiorno e la stanza da letto.
L’idea è quella di interagire in remoto con oggetti ed elettrodomestici “intelligenti”,
predisponendo la casa ad accogliermi secondo le mie richieste ed esigenze.
Con l’ausilio di un apposito software, davvero semplice ed immediato, predispongo la casa
per una serata con gli amici. Scelgo la cena ed un po’ di musica di sottofondo,
un bel film dalla mio videoteca e regolo l’intensità delle luci, per la fine della serata
predispongo la temperatura ideale nella camera da letto e sullo specchio interattivo
faccio scorrere un po’ di immagini di stupendi paesaggi per rilassarmi e prepararmi per la notte.
Ma io in casa non sono ancora entrato! Mi viene consegnata una scheda magnetica
e sono pronto ad entrare nella casa del futuro personalizzata sulle mie esigenze.
Entro, passo la mia scheda su di un sensore ottico e comincia la mia serata.
La musica di sottofondo c’è, in cucina l’arrosto con le patate è già ben cotto a puntino
così come la temperatura delle bevande scelte è quella da me richiesta.

Finita la cena si passa in salotto, le luci soffuse ed il lettore DVD già pronto con il film richiesto.
Fine serata, gli amici mi salutano ( gli amici però ho dovuto immaginarli )
ed io mi preparo per andare a letto.
In camera, sullo “specchio magico”, scorrono le immagini scelte in base al mio umore,
la temperatura è perfetta, una occhiata ai miei Feed con il Tablet , imposto i nuovi dati
per la giornata di domani e via a nanna.
La simulazione offerta da Future Lab è stata tecnologicamente perfetta, aggiungendoci un po’
di fantasia, l’impressione è stata quella di proiettarsi nel futuro. Obiettivo raggiunto.
Frastornati e con l’orologio che fa le bizze, ci rendiamo conto che il piccolo salto spazio-temporale
appena effettuato ha bisogno di essere compensato con un nuovo salto,
ma questa volta nel passato.
L’occasione ce la presenta il nuovo exhibit “ Catastrofi, piccolo manuale di sopravvivenza ”
Più che di una mostra, si tratta di un percorso a tappe con annesse delle prove di interazione
e simulazione. Si comincia con qualche accenno ai diversi periodi geologici
e molto bella è una ricostruzione con sezione a spirale che ne descrive i diversi passaggi.
Ma il cuore del percorso interattivo sono le catastrofi ed in particolar modo le eruzioni vulcaniche
ed i terremoti. Si parte con un accelerometro collegato ad uno oscilloscopio ed a un PC,
che misura le vibrazioni del pavimento.
Indicazione: saltare ed osservare il mutare del grafico .
Io ho saltato, ma nonostante la mia non trascurabile massa, lo strumento non ha rilevato
cambiamenti significativi, allora mi sono aggregato ad una scolaresca e tutti insieme (una trentina)
su via un bel salto. Effetto desiderato ottenuto.
Tutto questo per spiegare come e con quali strumenti i vari centri sismologici seguono
le “bizzarrie saltellanti” della crosta terrestre.
Si passa ad una interessante carrellata di infografiche sulla “Tettonica delle placche”
e sui sistemi di rilevazione degli epicentri dei diversi terremoti, il tutto
con la spiegazione di una gentile guida.
Una esaudiente cartina segnala le zone in cui sono stati registrati, nel tempo, i terremoti,
evidenziando con diversi colori l’intensità riscontrata.
Un po’ di storia sui terremoti più distruttivi di sempre e sulla diversa natura delle eruzioni vulcaniche
e poi via, su una piattaforma vibrante che simula l’effetto delle diverse scosse sismiche;
di fronte un megaschermo che nel frattempo fa scorrere le immagini sconvolgenti
dell’ultimo terremoto, quello dell’Aquila.
Il percorso continua fino ad arrivare nella zona “catastrofismo”, dove ci si può divertire
a ridoppiare famosi film che parlano delle più fantasiose catastrofi che potrebbero colpire la terra,
o a provare a simulare la miglior via di fuga per sfuggire alla “fine imminente”.

Notare la mia preoccupazione ed il giusto atteggiamento da assumere durante la fuga.
Il piccolo manuale di sopravvivenza presentato si può riassumere in pochi semplici consigli:
il nostro è un pianeta vivo e quelli che noi consideriamo eventi catastrofici,
non sono da imputare alla natura, la quale non fa che seguire il proprio corso vitale,
bensì all’incuria, all’ignoranza, alla spregiudicatezza ed all’avidità dell’uomo.
Il nostro pianeta ha un suo equilibrio che noi rischiamo di spezzare,
se già non lo abbiamo fatto.
E’ ridicolo il catastrofismo e pericolosissimo il menefreghismo.
La Scienza studia e ci fa conoscere questo nostro pianeta; da molti anni ormai ci dice
che ci siamo incamminati su di un percorso pericolosissimo che sta esaurendo le risorse naturali
e che altera la biodiversità e l’equilibrio, ci dice che siamo molto vicini al punto di non ritorno
e ci chiede di fare qualche passo indietro intraprendendo delle azioni correttive.
Ma noi siamo troppo impegnati a gridare al lupo al lupo, o qualcuno vuole che lo facciamo,
e, distratti, non siamo realmente consapevoli che la fine del mondo la stiamo “costruendo”
con le nostre mani. Ma questo sarà l’argomento del pomeriggio.
E’ il momento del “ rancio ”.
Ore 16:00 lezione magistrale
“ Guida alla fine del mondo: tutto quello che non avreste mai voluto sapere ”
L’introduzione è di Telmo Pievani , filosofo della Scienza e la lezione
ce la regala Bill McGuire , geofisico; in collegamento diretto dall’ isola di Pasqua
interviene anche Enrico Euli , esperto di tecniche del gioco.
Qui, nella “ Sala Petrassi ”, si comincia a fare sul serio.

La sala più piccola è un vero teatro musicale, con fossa d’orchestra e palco attrezzato
e con possibilità di cambio di scena e di costumi.
Bill McGuire ci illustra come gli Eventi Geofisici Globali ( EGG ) siano fenomeni naturali
sufficientemente potenti da causare la fine del nostro mondo.
Un EGG può ripercuotersi a livello globale provocando per esempio un fortissimo raffreddamento
a seguito di una supereruzione vulcanica o di un impatto con un enorme asteroide;
oppure può comportare ramificazioni a catena per l'economia globale e per il tessuto sociale
di una zona colpita da catastrofe, come nel caso di uno tsunami di dimensioni oceaniche o
di un disastro in una zona strategica ( ad esempio un terremoto di proporzioni gigantesche a Tokyo ).
Tra profezie Maya e annunci di sventure, tra previsioni azzardate e reali calcoli probabilistici
del rischio, che cosa può dire la scienza circa la fine del mondo e le sue possibili cause?
Per molti dei nemici naturali esterni tanto temuti, possiamo forse stare tranquilli:
secondo gli astrofisici infatti non sono previste esplosioni di supernove che spazzeranno via
la Terra, non saremo inghiottiti da un buco nero ed è improbabile che asteroidi la colpiscano
( almeno fino al 2029, quando saremo sfiorati da un oggetto celeste di discrete dimensioni
ma che viene monitorato costantemente ),
e il Sole ci assicurerà energia uniforme ancora per qualche miliardo di anni.
Ma Bill McGuire mette l’accento anche sulla differente concezione della fine del mondo
che può essere intesa come distruzione completa o come cambiamento di quel mondo
così come noi oggi lo conosciamo. Gli EGG sono quindi fenomeni naturali di cui tener conto
ma che con una conoscenza adeguata ed una educazione sociale e politica mirata,
difficilmente potranno essere causa della scomparsa e distruzione del pianeta.
Purtroppo però, nonostante i continui avvisi da parte del mondo scientifico,
ancora oggi l’uomo adotta comportamenti orientati all’autodistruzione ed il riscaldamento globale
e tutto quello che ne deriva, è diventato a tutti gli effetti il vero pericolo imminente.
Enrico Euli, che partecipa in videoconferenza dall' isola di Pasqua , ci spiega come gli abitanti
di quell'isola si sono estinti. Essi, infatti, già da tempo adottavano pratiche comportamentali
orientate all'autodistruzione, il che confermerebbe che, di fronte a una catastrofe,
le nostre prime reazioni sembrano essere la rimozione e il rifiuto.
Il parallelismo tra ciò che è accaduto nell’ isola di Pasqua e quello che è il comportamento
sconsiderato dell’uomo in buona parte del pianeta, dovrebbe farci riflettere
su quale sia il rischio maggiore che corre la Terra.
L'umanità dovrebbe quindi impegnarsi in un processo di cambiamento improntato
soltanto alla "pedagogia delle catastrofi" o dovrebbe avere prima di tutto memoria storica
e scientifica e, soprattutto, una visione più lungimirante ed intelligente nello sfruttare le risorse
limitate e nel preservare la biodiversità del nostro bistrattato pianeta?
Ce n’è di carne sul fuoco, ce n’è di cui riflettere e ce n’è di che battersi il petto.
E’ stata davvero un’ora interessante ed istruttiva, che ci ha chiarito alcuni dubbi e,
contemporaneamente, ci ha aperto gli occhi a problematiche reali smentendo
i catastrofisti ed ammonendo i superficiali menefreghisti.
Ore 18:00 Mezzora all’ aperitivo scientifico
ed alla premiazione del concorso “ La cattiva Scienza in TV ”.
E’ questo l’appuntamento per me più importante. Sono venuto a Roma perchè invitato qualche
settimana fa da Claudio Pasqua , giornalista scientifico ed ideatore, insieme alla redazione di
Gravità Zero , dell’iniziativa.
Questo è quello che si propone Il sito (Cattiva) Scienza in TV :
“ Hai mai sentito parlare in TV di almeno uno di questi "misteriosi" argomenti? I cerchi nel grano, Atlantide,
i templari, le scie chimiche, gli inesauribili segreti delle piramidi, le profezie maya e quelle di Nostradamus,
il mostro di Loch Ness e altre oscure creature, gli UFO, il falso sbarco sulla Luna, le astronavi preistoriche
e quel disco volante caduto a Roswell, la fine del mondo, il 2012... ecc.?
Notizie come queste sono continuamente spacciate dalla TV pubblica come ipotesi scientifiche.
Ma non sono altro che bufale o credenze popolari! "Accendiamo il cervello" e divertiamoci a smascherare
le trasmissioni che campano sulla credulità popolare. Partecipa con noi ai giochi qui proposti ogni mese
segnalandoci le trasmissioni in TV e descrivendo gli errori scientifici che sentiamo e vediamo,
vincendo i premi che verranno messi in palio a partire dal mese di settembre 2010!
Partecipa al gioco sul portale: http://scienzaintv.ning.com e proponici inziative che possano divulgare
la consapevolezza nel grande pubblico nel distinguere informazione corretta da disinformazione.
Scrivici a scienzaintv@gmail.com "
Io mi sono iscritto ed ho provato a contribuire, divertendomi, con alcuni miei articoli
su trasmissioni pseudo-scientifiche come Voyager e Mistero.
Questi i miei articoli:
Golia ci “abbaia” un po’ di Scienza
Aiuto! Gli alieni non vogliono rapirmi!
Nanotecnologie nelle scie chimiche... e ti si rizzano i peli (artificiali)
18:15
Gironzolo all’interno della Sala Bart , la salivazione è azzerata ed il cuore mi sta pulsando
nella gola e negli orecchi. Claudio, gentilissimo, nonostante l’impegno organizzativo,
cerca di tranquillizzarmi, mi presenta persone ed io stringo mani, sorrido “ebetamente”
a chiunque mi si avvicini, faccio cenni col capo simulando attenzione e comprensione
alle parole ed ai discorsi, ma sono altrove.
Poi qualcuno mi si avvicina con un microfono e mi fa domande; riconosco solo Claudio
ed il microfono che minaccioso si avvicina a me diventando sempre più grande.
Qualcosa devo aver biascicato perchè il tizio mi ringrazia stringendomi la mano
ed io rispondo con il mio sorriso ormai stampato.
18:30
Ha inizio l’aperitivo ( ecco perchè mi sento così... devo aver bevuto )
Una piccola presentazione degli ospiti, promotori e sostenitori tra cui,
oltre l’organizzatore Claudio Pasqua ed il conduttore radiotelevisivo Federico Taddia ,
Piera Levi-Montalcini , presidente dell' Associazione Levi-Montalcini , partner dell'evento
e Emilio Sassone Corsi , presidente dell’ Unione Astrofili Italiani .
Vengono mostrati alcuni video trasmessi da trasmissioni TV tra cui
Voyager di Rai 2, Mistero di Italia 1 pieni zeppi di errori e strafalcioni scientifici
e si gioca ad indovinare l’errore, premiando chi per primo rintraccia lo strafalcione o la bufala.
Inizia la cerimonia di premiazione, Claudio presenta il video con relativo articolo del primo premio,
do una gomitata al mio “vecchio” e l'adrenalina all'improvviso è scomparsa, lasciando il posto
al vuoto più assoluto. Mio padre mi solleva dalla sedia dicendo:
" Guarda che hanno chiamato te, devi andare ".
Dove, dove potevo andare, non c'era un posto per nascondersi!!!
E' stata un'emozione fortissima, ho ricacciato il cuore al suo posto ( non certo la gola ),
e sono andato.
Premiato da Piera Levi-Montalcini ...possibile?

Poi dicono che noi ragazzi ce la prendiamo senza motivo con i genitori!
Ma come si fa? La Montalcini di spalle!
La signora Piera, gentilmente, a fine premiazione mi ha concesso di riparare
e si è prestata per un’altra foto e con una pacchetta sulla spalla ha accompagnato
anche un ottimo consiglio che terrò sempre presente.

E' stata una bellissima esperienza che non dimenticherò facilmente e di cui devo ringraziare
prima di tutto Annarita Ruberto che è riuscita a tirar fuori una parte di me che assolutamente
non conoscevo ( non ho mai amato scrivere ) e mi ha fatto conoscere una comunità
di blogger stupenda da cui io ogni giorno imparo qualcosa di nuovo,
mi ha fatto conoscere l’amico Claudio che mi ha invitato a partecipare al concorso
ed è stato gentilissimo con me, oltre ad aver organizzato l'evento in maniera perfetta.
Ci siamo divertiti a sbugiardare alcune trasmissioni che spacciano le loro ricostruzioni
per contenuti scientifici, fregandosene del enorme danno che possono procurare
soprattutto in noi giovani facilmente suggestionabili.
Io mi sono divertito e continuerò a farlo; spero che altri ragazzi possano imparare ad apprezzare
la vera Scienza ed un primo inizio può essere proprio quello di seguire
i blog scientifici. Nessuno ha la verità assoluta in mano e nessuno conosce tutto,
ma sicuramente, almeno per un ragazzo della mia età, avere un referente serio e preparato
che in qualche modo ti filtra le innumerevoli informazioni che il Web offre
( molte false o di bassissimo livello ), aiuta a fare una prima cernita, poi, se la curiosità
e la passione ci sono, il modo di approfondire si trova.
Scegliere referenti seri ed autorevoli sul Web che trattano gli argomenti che ci interessano,
iscriversi ai loro Feed e seguirli; ci aiuteranno almeno a smistare le vere informazioni
dalla "spazzatura".
Io ho la mia " centrale di smistamento ", Annarita ,
e con lei alcuni amici che ho conosciuto proprio grazie ai suoi blog.