Briciole ... tra i numeri

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Pubblicato il 08/02/2012 su Splinder Traslochi
 

Ho giocato a far finta che ero grande


Splinder Traslochi A 16 anni mi sono affacciato per la prima volta sul mondo del lavoro... credo!
Ma torniamo indietro di un paio di mesi...

Verso i primi di Dicembre 2011 mi arriva una mai da Annarita
" Splinder ha appena messo un avviso che  il 31/01/2012 chiude. E come facciamo con i blog? Non c'è modo di salvarli. 6 anni  di onesto blogging che se ne vanno in fumo..."
Già, Splinder, la piattaforma di blogging tutta italiana, aveva decido di chiudere i battenti e non si era premunita di dare agli utenti la possibilità di salvare e trasferire in altri lidi i propri contenuti.

Annarita è un'amica ed i suoi blog sono per me una preziosa fonte di informazioni (e non solo). Mi armo di buona volontà e cerco strade alternative per salvare baracca e burattini. Qualcosa già veniva fuori, ma nel frattempo quelli di Splinder, mossi probabilmente a compassione,  decidono di rilasciare  un esportatore e dare la possibilità di salvare post e commenti in un file XML.
Un XML è un formato di file in cui possono essere "immagazzinati" dati di vario genere ed è il formato che le maggiori piattaforme di blogging utilizzano per salvare e poi trasferire i proprio contenuti. Ma a quelli di Splinder piace sempre fare le cose in modo tale da non "annoiare" i propri utenti con funzionalità semplici e correttamente strutturate, così decidono che il loro XML venga scritto in modo tale che le altre piattaforme non possano leggerlo, non solo, spesso si divertono a riempirlo di incorrettezze. Insomma, se l'intenzione era quella di rendere gli ultimi due mesi dei blogger poco monotoni, beh, ci sono riusciti.

Comunque, una base di dati da cui partire ce l'avevo ed in rete già cominciavano a proliferare soluzioni più o meno ottimali per effettuare il trasferimento dei blog; c'era soprattutto l'interesse delle piattaforme di accaparrarsi una fetta dei 400.000 blogger splinderiani. Ho provato a seguire tutorial, ad importare tramite plugin... niente, il risultato finale non mi soddisfaceva, così ho deciso di creare una mia personale procedura coadiuvata da alcuni software scritti per l'occorrenza.
Conclusione: siamo a poco più della metà di Dicembre ed i blog di Annarita erano salvi e trasferiti in una nuova casa. Il risultato finale era stato non perfetto, ma comunque soddisfacente.

Seguivo nel frattempo gli sviluppi e le iniziative delle diverse piattaforme che, come ho detto, cercavano di portare a casa propria più blog possibili. Quello che veniva fuori dalle varie discussioni su forum o post dedicati, era la difficoltà evidente di molti blogger che fino ad allora si erano dovuti preoccupare solo di scrivere senza mai doversi scontrare con problematiche tecniche. Nonostante i tutorial ben scritti, nonostante i vari plugin, in moltissimi lamentavano errori su errori dovuti in primis all'affollamento sui server di Splinder e poi all'impossibilità di sistemare velocemente ed adeguatamente le procedure di trasferimento da parte delle diverse piattaforme di blogging.

Splinder Traslochi - Facciamo tutto noi Ho deciso così di mettere a frutto il lavoro svolto per Annarita rendendo la mia procedura flessibile al punto da essere adottabile anche ad altri blogger. Mi sono messo a far traslochi ad amici e nel frattempo ho ottimizzato i miei software. Il 23 Dicembre ho aperto ufficialmente un blog di servizio che ho emblematicamente chiamato "Splinder Traslochi".
L'idea di base del servizio offerto era semplice:
nessun plugin o “tecno-roba“, nessun tutorial da leggere ed interpretare, nessuna perdita di tempo; FACCIAMO TUTTO NOI e per il tempo che ti dedicheremo magari “ci offri una pizza.

Ed è stata proprio "la pizza" il problema principale.
Nel momento in cui ho deciso di aprire il servizio di traslochi ho dovuto prendere una decisione:
servizio completamente gratuito o a pagamento (la famosa pizza)?
E' stata dura prendere una decisione. Sapevo bene in che guaio andavo ad infilarmi. Sapevo che chiedere un compenso ai blogger di Splinder sarebbe stato visto da alcuni (cosa puntualmente avvenuta) come un voler approfittare di una situazione di emergenza,  ma sapevo anche che  per ogni trasloco sarebbe occorso tempo e lavoro;  l'esperienza fatta sui blog di alcuni amici era stata illuminante in questo senso: se vuoi una cosa fatta bene devi dedicargli il giusto tempo. Dopo vari rimurginamenti e problemi di coscienza, ho optato per un "ibrido": una prova completamente gratuita ed un successivo completamento del trasloco solo dopo piena soddisfazione del blogger, al quale, per il completamento, veniva proposto un "tariffario base irrisorio" molto elastico, un'indicazione con piena libertà da seguire o meno.
Dopo tutto, il motivo principale per cui avevo aperto Splinder Traslochi non era certo quello economico bensì quello di poter aiutare i blogger in difficoltà e magari (perché no?) fare curricolum.

Ho messo su una squadretta con l'aiuto del mio "vecchio" e di alcuni amici ed abbiamo cominciato. Era il 23 Dicembre e nonostante le festività, abbiamo subito cominciato a ricevere richieste, molte in arrivo soprattutto da Soluzioni, il blog d'assistenza di Splinder, grazie ad un post pubblicato da Annarita. La cosa strana (ma neanche tanto) è che sul post di Soluzioni (quindi pubblicamente) arrivavano soprattutto critiche ed attacchi, mentre la mia mail scoppiava di richieste d'aiuto e di ringraziamenti. E' stato un momento critico, sicuramente non piacevole, gli attacchi provenienti pubblicamente da Soluzioni mi avevano messo in crisi ed avevo deciso di mollare tutto; ma continuavano ad arrivare mail di gente che davvero aveva bisogno di aiuto, non potevo non mantenere le promesse date. Ho deciso di prendere in considerazione le critiche costruttive e fregarmene degli attacchi personali e sono andato avanti. E credo d'aver fatto bene! Nel giro di pochi giorni anche pubblicamente (sia su Soluzioni che sul mio blog di servizio) cominciavano ad arrivare giudizi positivi, ringraziamenti e sproni a continuare.

Il passaparola si era innescato. I blogger trasferiti in modo soddisfacente consigliavano ad altri amici splinderiani di contattarmi e lo facevano anche pubblicamente con post specifici o inserendo il banner del servizio sulla loro sidebar. E' stata una gran bella soddisfazione! Il lavoro veniva fatto con precisione, puntualità e cortesia/disponibilità (le due cose che più mi sono state riconosciute e di cui vado più fiero) ed i blogger non mancavano di "sponsorizzarlo" e darmi feedback positivi.
Tutto bene quindi? Si, si, ma... non avevo più il tempo di fare nulla di diverso; solo scuola e traslochi. Il tempo per me si era azzerato ed anzi, dovevo cercare di dilatarlo facendo tardi la sera e recuperando il più possibile il Sabato e la Domenica. Detta così sembrerebbe che ho traslocato migliaia di blog! No. Il 70% del tempo dedicato al servizio se ne andava per fare a cazzotti con Splinder che non mancava di trovare ogni giorno problemi diversi e nei contatti mail. Si perché non mi limitavo solo a fare i traslochi, il servizio era stato pensato a tutto tondo; un servizio di assistenza non poteva non fare assistenza. Ecco così che mi ritrovavo spessissimo a dare informazioni, spiegazioni e a risolver problemi via mail (qualche volta anche al telefono).

Tra le critiche che ho ricevuto da persone poco informate sul mio operato c'era proprio quella giustissima sulle informazioni. Le informazioni o spiegazioni dovrebbero essere sempre gratuite, e così è stato: per il 70% del mio tempo questo era il mio lavoro: assistenza tecnica a titolo completamente gratuito. I blog trasferiti completamente con il servizio sono solo la minima parte del lavoro svolto; a molti blogger è stata sufficiente l'informazione giusta, la soluzione di un piccolo problema come ad esempio la "pulizia" dell'XML, il consiglio tecnico appropriato al caso specifico ecc.. Molti blogger che mi hanno contattato sono riusciti a traslocare da soli semplicemente con un piccolo aiuto da parte mia, aiuto a titolo completamente gratuito.

Insisto molto sull'aspetto economico perché è quello che più ha "sporcato" un esperienza invece sicuramente molto importante per me, sia da punto di vista tecnico che umano.
Non mi sono arricchito, abbiamo (plurale d'obbligo)  ricevuto "pensieri e ringraziamenti" che con gli amici abbiamo trasformato in pizza, patatine e cola (qualcuno è andato anche a birra), per cosa? Per un mese e mezzo di tempo dedicato solo ed esclusivamente a traslocare blog.

Avremmo potuto sballarci di social e videogiochi ed invece abbiamo deciso di accettare la sfida:  noi vs Splinder. Una sfida a colpi di tecnologia con "l'arma segreta" della programmazione. Non è stato semplicissimo, soprattutto in certe situazioni. L'intero servizio si reggeva su programmi creati ad hoc per il salvataggio ed il trasferimento dei contenuti dei diversi blog. Dopo una prima fase di studio delle caratteristiche del singolo blog, i programmi venivano "personalizzati" per rispondere adeguatamente alle esigenze riscontrate durante la fase d'analisi. Proprio questo adeguamento permetteva di raggiungere i risultati richiesti (100% dei contenuti trasferiti) a differenza invece dei plugin "generalisti" rilasciati dalle diverse piattaforme. Quello che non riusciva a prevedere o intercettare il programma, veniva successivamente "sistemato" con l'impiego del tempo e della pazienza. Se dovessi quindi dire cosa metteva in campo Splinder Traslochi potrei riassumerlo in: programmazione, tempo e pazienza. (qualcuno ha detto anche professionalità e disponibilità; bontà sua).

Programmo ormai da vari anni e difficilmente mi arrendo di fronte a problematiche tecniche risolvibili con un po' di logica e la scrittura di codici. Tra le tante, sicuramente la sfida tecnica più "tosta" (ma non solo tecnica) è stata quella di traslocare un blog senza avere nessun tipo di "permesso" per accedere ai dati. La situazione era molto particolare: da una parte il blog di un giovane ragazzo morto e quindi l'impossibilità di avere i dati d'accesso, dall'altra suoi cari amici e soprattutto una madre che non voleva arrendersi all'idea di perdere "il diario personale" del figlio. La sfida tecnica si è subito trasformata per me in un'esigenza morale. Dico solo che il blog continua ad esistere con tutti i suoi preziosi contenuti e restituire alla madre quello che gli spettava di diritto è stato per me il momento più alto e commovente di questa esperienza di "traslocatore". E' stata una di quelle cose per cui vale la pena affrontare qualsiasi tipo di sforzo o sacrificio. Grazie Lea.

Come per tutte le cose che la vita ci riserva, spesso ci si trova a doversi confrontare con gli altri, a collaborare, a discutere, ad attaccarsi ed a difendersi, a prendere decisioni ed ad esserne soddisfatti o pentiti, ad abbattersi e poi a rialzarsi, a sfidarsi vincendo o perdendo... Beh, anche questa mia prima "esperienza lavorativa" non ha fatto eccezione. Ci sono stati "angeli e demoni" che hanno volontariamente o meno partecipato a questa esperienza, che ne hanno condizionato il corso. Ed io mi son trovato nel mezzo, qualche volta sballottato dagli eventi, qualche volta  "traghettatore" degli stessi. A 16 anni ci si può permettere il lusso di "isolarsi" e veleggiare attraverso un proprio mondo che ci si costruisce su misura; la fantasia ci protegge dalle interferenze esterne e decidiamo noi chi far entrare e per quanto tempo. Nella vita reale non è così. In questo mese e mezzo sono stato "costretto" a vivere nello stesso mondo degli altri, quello reale. Mi è piaciuto? Gli angeli si, i demoni no! (sincerità per sincerità)

Mi sono relazionato e nel farlo credo di essere "cresciuto" (poco però). Son venuti fuori i miei pregi ed i miei difetti, ma anche quelli di un modo costruito su misura degli adulti. C'è stato chi ha accettato la mia interferenza e mi ha permesso di esprimermi; c'è stato invece chi si è messo sulla difensiva: "Ma che vuole questo poppante; qui siamo noi a fare le regole, torna da dove sei venuto". Angeli e demoni di un mondo che ancora non mi appartiene, che ho sbirciato dal buco della serratura. Ci sono anche entrato per qualche attimo, ma ho giocato (tranquilli ho giocato), ho giocato a far finta che ero grande e qualcuno mi ha accettato con affetto e simpatia, qualcuno si è preoccupato di insegnarmi qualcosa, qualcun altro mi ha aperto occhi ed orecchie... 
E' a questi qualcuno che va il mio ringraziamento.

Sono lo stesso Marco di un mese e mezzo fa? Certo che sì, ma con un briciolo di "conoscenza" in più, sia dal punto di vista tecnico (parlo soprattutto delle varie piattaforme di blogging) che da quello strettamente umano. Ho montato, smontato e rimontato WordPress, Blogger e diavolerie simili, ma soprattutto ho conosciuto gente ed interagito con gente; una parte di blogsfera che credevo neanche esistesse. Eppure fossi stato più sveglio (a questo devo porre assolutamente rimedio) avrei dovuto pensarci: il Blog è uno strumento nato soprattutto come "diario personale" e dietro i diari ci sono persone che scrivono, che raccontano, che condividono, si emozionano e fanno emozionare: Persone.
Per me, appassionato di scienza, programmazione e tecno-roba, il Blog è sempre stato lo strumento che mi permetteva di aggiornarmi, di leggere ed imparare qualcosa di nuovo. Per me l'equazione: leggere / imparare aveva come risultato Blog. Ho sempre pensato che valesse la pena leggere qualcosa solo per imparare cose nuove o approfondire concetti già conosciuti (sindrome dello studente). Oggi non la penso più così: il parallelismo leggere / imparare non è sempre e per forza l'unico motivo per cui vale la pena leggere. Ho scoperto che leggendo ci si può emozionare e che è bello farlo, e questo grazie ai salotti di donne di mezza età, a scrittori  creativamente saggi, a fummettisti ironici che ti chiedono di formattargli Dio, a compagni/e di merende/tango, a poeti/esse del quotidiano, a tecnici più uomini che macchine, a donne e uomini che scrivono di loro, per loro e con loro e a Monica che malgrado il suo 048 ha licenza di vivere intensamente... Da curioso cronico torno alle mie passioni ed ai miei interessi, ma queste Persone non le dimentico, mi hanno lasciato la parte più bella di questa esperienza imprenditorialmente fittizia ed umanamente profonda, molto profonda. Beh, almeno per qualcosa Splinder va ringraziato...

Giudizio finale? Ne è valsa la pena.
Ci riproverò a sbirciare? Senz'altro. Son cocciuto io, già altre idee bollono in pentola e qualcosa verrà fuori al più presto (spero). Sicuramente da questa esperienza verrà fuori qualcos'altro di positivo (ri-spero) . D'altronde la vita cosa non è se non un susseguirsi di esperienze "materiali" inframmezzate da emozioni?

Marco Cameriero


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Data di pubblicazione: 15/10/2009    Ultimo aggiornamento: 01/12/2013
 
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