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Mezzi di comunicazione

3.1  Giornali e riviste

La stampa è la più antica tra la tecnologie che hanno a che fare con la produzione e la distribuzione di informazioni. Per alcuni secoli le macchine da stampa hanno prodotto quasi esclusivamente libri, ma a partire dal Settecento vennero fondati e pubblicati i primi giornali e le prime riviste.

Dalle prime testate settecentesche ad oggi, i giornali sono molto cambiati. La loro trasformazione è in parte dovuta all’ evoluzione tecnologica ed in parte alla diffusione dell’ alfabetizzazione.

Le nuove tecnologie permettono la pubblicazione di quotidiani e riviste con molte pagine ricche di colori ed immagini, mentre il loro contenuto è sicuramente proporzionato all’utenza che oggi, nella stragrande maggioranza, ha un grado di alfabetizzazione medio o elevato.

Due secoli fa, i giornali si rivolgevano alle poche persone istruite, mentre oggi vi sono pubblicazioni di tutti i gusti e generi, alcune pensate espressamente per un pubblico popolare e poco istruito.

L’informazione cartacea si divide in due grosse categorie: quotidiani, che si occupano soprattutto di attualità, e riviste periodiche dedicate a temi o argomenti specifici.


3.2  Radio e televisione

Nel Novecento nascono prima la radio poi la televisione, due mass-media che portarono l’informazione direttamente nelle case.

Voci, suoni, immagini, colori da ogni parte del mondo possono trovare comoda accoglienza nel salotto di casa nostra, in qualsiasi momento, semplicemente premendo un tasto.

La radio nacque per prima: agli inizi del Novecento, grazie al grande lavoro di ricerca svolto da Guglielmo Marconi, premio Nobel per la fisica nel 1909. Il successo fu immediato: ci fu addirittura chi si spinse ad ipotizzare una repentina fine dei giornali, dato che la radio consentiva di conoscere le notizie immediatamente, senza attendere il giorno successivo. Una profezia fortunatamente errata, ma comunque non campata in aria, vista la progressiva disaffezione del pubblico nei confronti della carta stampata registrata nei decenni successivi.

Il potere della radio fu sfruttato da numerose dittature che negli anni Trenta, costellavano lo scenario mondiale. La radio si rivelava un canale adattissimo per inculcare nella popolazione motti ed ideologie politiche, altrimenti ben difficilmente assimilabili.

Oggi la radio ha prettamente una funzione ricreativa, è il canale preferenziale per la diffusione della musica, anche se non disdegna di continuare a dare informazioni di vario genere.

La televisione nacque ufficialmente, nel 1936, in Gran Bretagna. Fu necessario attendere la fine della seconda guerra mondiale per vedere l’arrivo della televisione in Italia, avvenuto il 3 gennaio 1954.

Quando il primo ristrettissimo numero di italiani accese per la priva volta il televisore, fu chiaro che nulla sarebbe stato più come prima. A questo punto fu la radio ad essere messa in ombra.

La TV si è imposta grazie alla forza delle immagini che rappresentavano un elemento di grande fascino e di presa immediata sul pubblico, diventando un punto di riferimento per la vita familiare, tanto che è stata anche ribattezzata “il nuovo focolare domestico”.

Il suo ruolo sociale è stato importantissimo: in una prima fase ha contribuito in maniera decisiva alla diffusione, in Italia, della lingua italiana presso una popolazione che in gran parte parlava ancora prevalentemente i dialetti locali, mentre successivamente ha collaborato alla diffusione di mode e culture, spesso importate dall’estero.

Grazie alla forza delle immagini, la TV è risultata un mezzo immediato ed efficace, ma anche più credibile; la possibilità di vedere un fatto anzichè farselo raccontare è stata per i telespettatori una novità sconvolgente.

La diffusione della televisione ha contribuito a modificare la società, rendendola più colta e consapevole; la diffusione delle immagini, soprattutto dei prodotti, ha dato una notevole spinta alle produzioni e, di conseguenza all’economia. Il boom economico del dopoguerra è strettamente legato alla diffusione degli apparecchi televisivi nelle case degli italiani.

È indubbio che la TV, più di ogni altro strumento di comunicazione, è stata l’artefice del mutamento di vita di centinaia di milioni di individui sparsi in tutto il mondo.

Oggi, come i giornali e le riviste, ma, visto il suo maggiore utilizzo, ancor di più, la TV può essere uno strumento di condizionamento e di formazione dell’opinione pubblica.

La manipolazione può non essere evidente, ma è sicuramente precostituita nel momento della stesura dei palinsesti.

La potenza dello strumento comunicativo TV, passa attraverso l’insieme della programmazione; sono i programmi apparentemente innocui e superficiali che passano le nuove mode, gli stili di vita, i modelli dei personaggi “vincenti” da imitare, ecc … L’informazione “classica”, ossia quella dei telegiornali, è raramente obiettiva e spesso di parte. In Italia i canali televisivi vengono suddivisi in pubblici e privati; è quasi scontato che quelli privati distorcano la realtà a favore del loro editore, quello che è grave è che i canali pubblici vengano pilotati dalla politica e dal potere economico.

Le televisioni, con l’avvento della Pubblicità , hanno modificato il loro scopo primario che era quello di distribuire informazioni ed intrattenere il pubblico, fino a ridurre il loro fine ad un puro e mero scopo economico. La scelta dei palinsesti è condizionata dal possibile numero di telespettatori, questo fa sì che vi siano sempre più trasmissioni di basso livello, ma viste da un grande numero di persone.

Qualsiasi trasmissione viene monitorata e ne viene calcolato l’ audience, che sarebbe il numero di telespettatori che l’hanno presumibilmente vista. Successivamente viene calcolato lo share , ossia la percentuale di persone che hanno visto un determinato programma, rispetto al numero di persone che in quel momento guardavano la TV. Si cerca di tenere alti questi due parametri  per poter vendere ad un prezzo sempre più alto gli spazi pubblicitari.

Tutto ciò abbassa qualitativamente la programmazione e così ci si ritrova ad avere programmi scadenti con lunghi intermezzi pubblicitari. Sembra quasi che la TV sia diventata subordinata al consumismo sfrenato degli ultimi decenni.

Il telespettatore che vuole accrescere le proprie conoscenze e migliorare il suo livello culturale ha un potente strumento per innalzare qualitativamente i programmi TV: il telecomando, in quanto basta non vederle le cattive trasmissioni e scegliere quelle con più alto contenuto di accrescimento personale.

La TV oggi è un “elettrodomestico” multifunzionale : strumento di svago, di informazione, di cultura, di condizionamento; per alcuni addirittura uno dei pochi e fedeli compagni di vita, per la maggioranza una finestra sul mondo.


3.3  I nuovi media

Il desiderio dell’uomo di comunicare anche a distanza, ha spinto Morse ad inventare il telegrafo, successivamente lo sviluppo tecnologico e l’esigenza di praticità, hanno portato Meucci a scoprire che le vibrazioni emesse dal suono potevano essere convogliate attraverso una rete di cavi ed essere decodificate grazie all’ausilio di un apparecchio: il telefono, il precursore della comunicazione a distanza che diventerà globale con l’avvento di Internet.

Il mezzo del futuro, anche se già esistente, sono le reti telematiche ; si tratta di reti simili a quelle telefoniche, ma adatte a trasmettere una grande quantità di dati e informazioni, in forma di testo, suono o immagine.

Già oggi conosciamo alcune applicazioni di questo sistema di comunicazioni, la più nota delle quali è certamente Internet.

Le sue origini risalgono al 1974, quando il professor Vint Cerf scoprì che i computer raggiungono il massimo dell’efficienza quando sono in connessione tra loro. Da qui nacque l’esigenza di far lavorare assieme tutti i computer: tale sistema prese il nome di Internet.

Solo qualche anno più tardi avvenne però il passo successivo per il rapido ed inarrestabile sviluppo della rete. Nel 1989 i ricercatori del Consiglio Europeo per la Ricerca Nucleare di Ginevra idearono il World Wilde Web, più semplicemente indicato come Web.

Il principale vantaggio di questo sistema di comunicazione, che ne ha decretato l’immediato successo, è il costo relativamente contenuto del collegamento.

Internet si è affermata nel mondo a metà degli anni Novanta e nel giro di una decina d’anni ha conosciuto continui progressi per quanto riguarda la quantità di informazioni presenti, la facilità di navigazione, la velocità dei collegamenti e la possibilità di “scaricare” sul proprio computer una grande quantità di dati.

Ciò che fa di Internet uno strumento decisamente innovativo sono i suoi molteplici utilizzi ; non si tratta solo di un canale di comunicazione, ma anche di una preziosissima banca dati e, soprattutto, un comodo mezzo di interazione.

L’ interattività è la possibilità di ricevere informazioni e comunicarne di nuove a propria volta, quindi il semplice “navigare” attraverso i vari siti della rete non implica una nostra esplicita partecipazione alla diffusione delle informazioni, bensì una semplice scelta come quella che effettueremmo con il telecomando della televisione.

È bene che sia chiaro il significato di “interattività”, in quanto è proprio questo aspetto che differenzia in maniera sostanziale Internet dagli altri mass-media. Nel momento in cui utilizziamo i vari strumenti di informazione, noi siamo semplici fruitori di dati; solo Internet ci dà la possibilità di produrre informazioni e divulgarle nella rete. È questa una svolta radicale del sistema comunicativo che non è più semplicemente passivo, bensì partecipativo e scambievole.

È proprio questo aspetto del web, insieme al fatto che sia un contenitore praticamente inesauribile di dati ed informazione, che fa sì che le sue potenzialità siano innumerevoli ed ancora oggi non del tutto conosciute. Nei prossimi anni è probabile che si vada verso una sempre maggiore integrazione tra strumenti di comunicazione come il televisore, il computer e le linee telefoniche.

L’avvento di Internet ha completamente modificato l’offerta di informazioni, la stessa carta stampata e le reti televisive, utilizzano la nuova tecnologia per divulgare più velocemente e ad un pubblico più vasto.

L’informazione non è più un monopolio di pochi e ricchi editori, la possibilità di chiunque, di pubblicare sulla rete, ha aumentato esponenzialmente i dati e le notizie in circolazione ed ha reso le informazioni verificabili e smentibili. Questo ultimo aspetto è stato una vera e propria rivoluzione nel campo dell’informazione in quanto, prima del web, le notizie venivano gestite dai “classici” organi d’informazione, che filtravano o alteravano la realtà. Internet ha diminuito il potere di questi ultimi ed ha reso l’informazione più reale e democratica.

Abbiamo esaltato la funzione di interattività della rete, che permette a tutti di essere elementi attivi della comunicazione, ma proprio per questo e per la mancanza di regole e controlli, il web è anche un contenitore enorme di “spazzatura”, che viene pubblicata senza un filtraggio, in questo caso,  positivo.

Qualcuno ipotizza un legiferazione restrittiva per la pubblicazione sul web, dimenticando che è proprio la sua libertà di utilizzo, che lo ha reso così diffuso; sarebbe come decretarne in anticipo la sua fine o comunque il suo ridimensionamento.

Le problematiche inerenti ai contenuti illegali, non devono giustificare una cattiva legge; sarebbe sufficiente responsabilizzare economicamente e legalmente, coloro che, mettendo a disposizione lo spazio in rete, non effettuano gli opportuni controlli.

Se la televisione viene considerata “la finestra sul mondo”, Internet potrebbe essere definito come “il mondo in tasca”, visto come le nuove tecnologie, vedi l’USB, riducono sostanzialmente le dimensioni degli hardware.

Questo mini-sito fa parte delle risorse didattiche della sezione DIDATTICA.ndo di www.marcosroom.it