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Estetismo decadente ed Ermetismo

Analizzare la comunicazione nella storia culturale letteraria, sarebbe un’impresa titanica, visto che la cultura stessa è intrisa di forme di comunicazione, svariate e quasi illimitate.

Avendo, nel corso dell’elaborazione di questa tesina, spesso valutato aspetti del ‘900 (totalitarismi, musica leggera, correnti artistiche ecc..), ed essendo un “fanatico estremista”, la mia scelta è ricaduta su Estetismo ed Ermetismo, che io considero un po’ gli antipodi della comunicazione, almeno dal punto di vista quantitativo della “parola”.

 

 

10.1  Il Decadentismo

Introduzione

Corrente letteraria europea che ebbe origine in Francia e si sviluppò in Europa tra la fine dell’800 e il primo decennio del ‘900. Trova un corrispettivo nella corrente artistico-architettonica che prese nomi diversi a seconda del paese in cui fiorì: Liberty in Italia, Art Nouveau in Francia, Jugendstil in Germania. Il termine “Decadentismo” nacque con l'accezione negativa di “decadenza”, sentita come il declino non soltanto letterario di un'intera civiltà, e ancora prima di diventare il titolo di una rivista letteraria francese (“Le Dècadent”, fondata nel 1886), era stato utilizzato dalla critica per definire l'opera di quegli scrittori che manifestavano un'insubordinazione al gusto e alla morale della borghesia, divenuta classe egemone e garante dello status quo, dopo l'esaurirsi della spinta rivoluzionaria del 1848. Due opere, in particolare, avevano suscitato grande scandalo in Francia a metà Ottocento: I fiori del male di Charles Baudelaire e Madame Bovary di Gustave Flaubert , entrambe del 1857.

 

Le radici filosofiche del Decadentismo

Nato in un'epoca di spinte materiali e intellettuali contraddittorie, che vide rinnovamento del sistema produttivo e stagnazione economica, repressione delle masse popolari e attenzione per la questione sociale, il Decadentismo ha radici filosofiche nelle correnti irrazionalistiche che, alla fine dell'Ottocento, convivevano con il razionalismo positivistico, dal quale era nata la letteratura naturalistica. Due i grandi nomi della riflessione sulla componente irrazionale dell’agire umano: Henri Bergson , che conferì nuovo valore all' intuizione e concepì il tempo non come unità di misura dello scorrere dei fatti ma come dimensione soggettiva e psichica; e Friedrich Nietzsche , che nella Nascita della tragedia (1871) diede risalto e visibilità alla dimensione “dionisiaca” (in opposizione a quella “apollinea”) dell'uomo, cioè a quanto vi è di cieco, irrazionale, animale nel comportamento umano.

 

Il culto della bellezza, l’Estetismo

In netto contrasto con i processi di democratizzazione contemporanei sostenuti dai socialisti (e in Italia, in ambito letterario, con le posizioni democratiche degli scapigliati milanesi , che pure partivano dallo stesso spirito antiborghese), il decadentismo ha aspirazioni aristocratiche, che si esprimono nel gusto estetizzante . Sul piano artistico l'estetismo si traduce nella ricerca di raffinatezza esasperata ed estenuata , non di rado con incursioni nel mondo antico o in paesi lontani per attingervi la bellezza che manca nel mondo circostante. D'altra parte, l'idea della superiorità assoluta dell'esperienza estetica, induce l'artista a tentare di trasformare la vita stessa in opera d'arte, dedicandosi al culto della bellezza in assoluta libertà materiale e spirituale, in polemica contrapposizione con la volgarità del mondo borghese.

C'è un libro che si può considerare il manifesto del decadentismo: Controcorrente (1884) di Joris-Karl Huysmans . Il romanzo racconta lo squisito stile di vita del protagonista, Des Esseintes, un sofisticato e perfezionista intenditore d'arte che vive in campagna isolato dal mondo. In Inghilterra Oscar Wilde costruì un personaggio altrettanto individualista nel Ritratto di Dorian Gray (1891), dove un cultore delle apparenze, innamorato della propria eccezionale bellezza, tenta di conservare per sempre la gioventù. L'elemento estetizzante è fondamentale anche nei Ritratti immaginari (1887) di Walter Pater .

In ambito poetico, il movimento trova dei precursori nei parnassiani , fautori in Francia di un classicismo estetizzante e di un'arte fine a se stessa, ed ebbe alcuni maestri riconosciuti: oltre a Baudelaire , Stèphane Mallarmè , teorico di una poesia simbolista pura e astratta, “perfetta”; Paul Verlaine , che nel 1873 rivendicò in un sonetto il fatto di essere egli stesso “l'Impero alla fine della decadenza” ; e Arthur Rimbaud , incarnazione del “poeta maledetto”, che tradusse nelle sue forme più estreme l'opposizione alla società circostante.

 

Il decadentismo italiano

In Italia, dove la trasformazione economica in senso capitalistico avvenne in ritardo e in modo repentino, il decadentismo non assunse il carattere radicale e dirompente che ebbe nella vicina Francia. Diversa è soprattutto la concezione della figura del poeta, il quale mantiene una funzione di guida culturale della società, al contrario di quanto avviene in Francia, dove Mallarmè riconosce nell'isolamento la condizione dell’artista, costretto ai margini di una società che non gli permette di vivere. Esemplare è la figura di Gabriele d'Annunzio , poeta e letterato, ma anche uomo pubblico e straordinario precursore della moderna società dello spettacolo (si pensi al gesto clamoroso del suo volo su Vienna, con il lancio di volantini tricolori), il quale, rimarcando la superiorità dell'intellettuale , si atteggia a “vate” e condottiero degli spiriti più nobili e arditi della nazione.

Anche all'interno dell'industria culturale, l'Estetismo seppe trovare in Italia un suo spazio, affermandosi grazie a spettacolari manifestazioni e soprattutto oculate operazioni editoriali. Il suo centro fu Roma, dove l'editore Angelo Sommaruga fondò l'elegante rivista “Cronaca bizantina” (1881-1885); altrettanto importanti per la diffusione del decadentismo furono successivamente “Il Convito” (1895-96), anch'essa romana, e la più longeva rivista fiorentina ' Il Marzocco ' (1896-1932).

 

D’Annunzio

I maggiori scrittori decadenti italiani furono, oltre a D'Annunzio (principale animatore della “Cronaca bizantina” e del “Convito”), Pascoli e Fogazzaro . D'Annunzio rovesciò l'elemento aristocratico tipico del decadentismo in spettacolo da offrire al pubblico, in parte da recitare a beneficio delle masse, e lo fece creando anzitutto il mito di se stesso, l'intellettuale più celebre e chiacchierato dell'epoca in Italia. Egli tenne conto con grande tempismo delle esperienze letterarie straniere contemporanee sia in prosa sia in poesia. Così, se Andrea Sperelli, il protagonista del romanzo Il piacere (1889), rappresenta l'uomo raffinato e colto, amante dell'arte e delle donne, Claudio Cantelmo impersona il superuomo nelle Vergini delle rocce (1895), mentre nel Notturno (1921) prevale un ripiegamento dell'autore su se stesso, assieme a una tematica più intima e riflessiva. La poesia di D'Annunzio, che teneva conto soprattutto delle esperienze francesi, divenne in breve il modello di riferimento (sia in positivo, sia in negativo) della generazione di poeti contemporanea e di quella successiva. La sua sensibilità straordinaria investe il mondo dei sentimenti, quello della natura e quello dell'arte, e la sua affascinante scrittura, ricca e suggestiva, ne costituisce la più appropriata traduzione in termini letterari.


10.2  L’Ermetismo

La poesia ermetica fu così chiamata nel 1936 dal critico letterario F. Flora il quale, utilizzando l'aggettivo ermetico, volle definire un tipo di poesia caratterizzata da un linguaggio difficile, ambiguo e misterioso, come gli antichi scritti del dio Ermes. Gli ermetici, con i loro versi, non raccontano, non descrivono, non spiegano, ma fissano sulla pagina dei frammenti di verità a cui sono pervenuti in momenti di grazia, attraverso la rivelazione poetica e non con l' influenza della ragione.

I loro testi sono composti da poche parole, che hanno un' intensa carica simbolica. Gli ermetici si sentono lontani dalla vita sociale; l'esperienza della prima guerra mondiale e del periodo fascista, li ha condannati ad una grande solitudine morale, la quale li confina in una ricerca poetica riservata a pochi e priva di impegno nel campo politico.

Gli Ermetici si ispiravano ai poeti francesi del decadentismo, per esempio alla loro elaborazione delle "corrispondenze" e al valore stesso della poesia, che diventa uno strumento di conoscenza. La poesia ermetica si distingue per l' uso evocativo della parola, dell' analogia, di figure come la sinestesia. I temi ricorrenti si possono riassumere in:

  • Ricerca del significato della vita attraverso l'indagine interiore della propria esistenza
  • Portare alla luce frammenti di esistenza, di vita e di natura
  • Visione non ottimista della vita stessa, attraversata dal " male di vivere ", quindi poesia ad alto contenuto filosofico.

 

Sono considerati ermetici Montale (che introdusse la tecnica del " correlativo oggettivo "), Quasimodo, Saba, mentre Ungaretti è generalmente indicato come il caposcuola dell'Ermetismo.

 

Ungaretti

Giuseppe Ungaretti nasce ad Alessandria d'Egitto nel 1888, dove la sua famiglia di origine toscana, precisamente di Lucca, si era trasferita per ragioni di lavoro. Suo padre, che lavorava come operaio alla costruzione del canale di Suez, muore in un incidente;la madre riesce a mandare avanti la famiglia grazie ai guadagni di un negozio della periferia di Alessandria.

Ungaretti, dopo aver terminato gli studi nelle scuole egiziane, a ventiquattro anni li perfeziona per due anni a Parigi, dove conobbe i rappresentanti più significativi del Futurismo. Acceso sostenitore dell'interventismo, nel 1914, mentre si trova in Versilia, viene richiamato alle armi come fante.

È in questo periodo che Ungaretti scrive le sue poesie più belle. Alla fine della guerra ritorna a Parigi dove si sposa; dal 1936 al 1942 insegna letteratura italiana all'Università di S. Paolo in Brasile. In questo periodo muore suo figlio Antonello di 9 anni. Nel 1948 ricopre la cattedra di letteratura all'Università di Roma fino al 1958.

Muore a Milano all'età di settantadue anni nel 1970. Tra le sue opere più importanti vanno citate: Il porto sepolto, l'Allegria, Il sentimento del tempo, Il dolore, La terra promessa, Il taccuino del vecchio e Vita di un uomo. Oggi è' considerato uno dei più importanti poeti della poesia ermetica.

 

La poetica di Ungaretti

Le poesie di Ungaretti, sono molto diverse da quelle degli altri poeti. Esse, infatti, sono molto brevi, a volte composte da una sola frase, mancano di punteggiatura ed è molto importante il titolo.

Questa forma letteraria, difatti, dà poca importanza alla lunghezza della poesia, esaltando invece le emozioni forti, a volte molto evidenti, a volte nascoste.

La mancanza della punteggiatura dà alla poesia un senso di dolore. Infatti, le poesie di Ungaretti sono molto tristi, essendo ispirate principalmente al “mal d’essere” dell’autore stesso. Anche gli spazi tra una strofa e l’altra sono importanti: danno alla poesia un ritmo simile ad un singhiozzo.

Nel titolo è racchiuso tutto il significato della poesia, e, a volte, ne contiene la morale.

Questo mini-sito fa parte delle risorse didattiche della sezione DIDATTICA.ndo di www.marcosroom.it