Arte e correnti del Novecento
9.1 Evoluzione dell’arte e del suo significato
L’arte, in ogni sua manifestazione, è la più alta espressione umana di creatività e di fantasia, ed è l’unico momento che permette all’uomo di esteriorizzare la propria interiorità.
La parola arte, dal latino ars, in origine significava la capacità di svolgere un lavoro materiale, cioè di fare e di produrre, ma il concetto di arte e la sua funzione sono mutati notevolmente nel corso dei secoli.
L’arte dell’
epoca preistorica
, fra cui i celebri dipinti rupestri, aveva una funzione principalmente religiosa e rituale: essa rappresentava uno strumento utile all’uomo per
controllare la natura
e ciò che lo circondava, che egli stava imparando a conoscere.
Nella successiva
arte egizia
, dalle peculiari caratteristiche, rimangono preponderanti le funzioni
religiose e spirituali
: pensiamo, per esempio, alle famose pareti interne delle piramidi affrescate con rappresentazioni della vita oltremondana e degli dei.
Con la
civiltà minoica
, e successivamente con quella
micenea
, iniziano a definirsi le caratteristiche dell’arte classica greca. Ricordiamo per l’arte minoica le famose architetture degli edifici cretesi, la cui funzione era principalmente
commerciale
. Con l’avvento della civiltà micenea l’arte si trasforma in una forma particolare di artigianato pregiato che alimenterà il fiorente commercio greco.
Successiva a quella micenea troviamo l’
arte greca
per eccellenza, caratterizzata dalla
ricerca della perfezione,
regolata da schemi controllati e precisi che curano l’opera fin nei minimi particolari; basti pensare, per esempio, al famoso canone di Policleto, figura perfetta e fonte di ispirazione per tutti gli artisti anche nel Rinascimento. In Grecia compare per la prima volta la distinzione in arti
liberali
e arti
meccaniche
: le prime erano considerate essenziali per il raggiungimento dei livelli più elevati sul piano intellettuale e morale, a differenza delle altre, puramente pratiche e utili nella vita quotidiana. Gli artisti in questo periodo sono, inoltre, maggiormente
liberi di sperimentare
poichè inizia ad attenuarsi il fenomeno del lavoro su commissione.
Infine in Grecia, grazie alla nascita ed allo sviluppo della
speculazione filosofica
, abbiamo primi e veri tentativi di definizione del
concetto di arte e di bello
, da parte di grandi pensatori: Platone, per esempio, dedica al tema della bellezza un’opera il “Fedro”, nella quale afferma che la bellezza è l’oggetto dell’amore, ma non distinguendo il bello dal buono, un’opera seppure bella, non può essere accettata se non contiene contenuti universalmente buoni. L’arte quindi è mimesi del reale, che è di per se già imitazione delle idee, e quindi occupa un gradino molto basso per quanto riguarda l’importanza nel cosmo attribuitagli da Platone; le opere d'arte impediscono all'uomo, maggiormente rispetto alle cose sensibili, di conoscere le idee e vanno dunque bandite. Diverso è il discorso per quanto riguarda Aristotele: il filosofo, probabilmente perchè vissuto in un’epoca diversa da quella Platonica, prende le distanze dalle teorie negative nei confronti dell’arte. Egli associava il concetto di arte a quello di poesia e di tragedia in particolare: lo estendeva infatti ad ogni tipo di produzione artistica. Aristotele fa notare che la
tragedia
ha per lo più come argomento il
mito
, e che non racconta cose vere, ma descrive il verosimile; essa ha quindi una valenza filosofica perchè mette di fronte a casi universali. Da questo punto di partenza verrà completamente rivalutata l'arte che Platone aveva disprezzato: per Aristotele essa è mimetica, ma non imita il mondo sensibile, bensì le idee stesse, cioè l'universale. Inoltre Aristotele valuta diversamente la tragedia anche sul piano etico: Platone diceva che essa stimolava le passioni e che quindi andava abolita, mentre Aristotele introduce il concetto di
catarsi artistica
, un processo attraverso il quale l’uomo riesce a dominare le passioni vedendole rappresentate sulla scena, che contribuisce a ridare dignità all’opera d’arte trasformandola anche in un momento utile per la società.
Influenzata dall’arte greca per mezzo dei numerosi traffici commerciali, è l’
arte etrusca
, che ha principalmente carattere
pratico e religioso
.
L’
arte romana
è, invece, inizialmente vista da tutti come corruttrice del “mos maiorum” originario: dopo il periodo delle prime conquiste, entrando in contatto con le grandi civiltà presenti nel Mediterraneo, compaiono gradualmente le prime opere artistiche che hanno una funzione principalmente celebrativa di trionfi, pensiamo ai numerosi archi presenti in tutto l’impero, oppure alle opere letterarie in
celebrazione di vittorie e conquiste
, come il “De bello gallico” di Cesare o “l’Eneide” virgiliana.
Durante il periodo
romanico e gotico
l’arte assume una funzione prevalentemente
didattica
, facendo da mediatore tra il popolo analfabeta e la religiosità; ricordiamo, per esempio, le rappresentazioni bibliche presenti sulle vetrate e sulle pareti delle chiese dell’epoca, e le bellissime miniature che ornavano i testi sacri
Nel
Rinascimento
, tra il XV ed il XVI secolo, avviene una riscoperta dell’arte greca, specialmente per quanto riguarda gli
ideali di perfezione ed armonia
, che in questo periodo vengono ricercati ed utilizzati in ogni tipo di rappresentazione artistica ufficiale. Grandi artisti come Leonardo, Michelangelo e Raffaello, dedicano gran parte della loro vita
all’analisi scrupolosa dello spazio, della natura e del paesaggio
, concretizzando nelle opere ciò che prima era esclusivamente indeterminato nella loro mente. La visione rinascimentale esalta, quindi, il mondo greco-romano, condanna il Medioevo come un'era di barbarie e proclama la nuova epoca come era di luce e di rinascita del mondo classico.
Queste influenze sono, però, fondamentali non solo per quello che hanno permesso di produrre grazie al loro studio anche nei secoli successivi, ma anche per il fatto che esse vennero prese come punto di partenza per numerosi correnti e tendenze artistiche che si distanziarono, nei secoli successivi, da quelle considerate ufficiali.
Nel periodo dell’
Illuminismo
, per esempio, le influenze classiche vennero riprese e adattate alle recenti necessità di
regolarità
,
razionalità
ed
armonia
, creando, specialmente in Francia, un movimento che caratterizza l’arte con il forte impegno civile, di cui Voltaire o l’italiano Parini ne sono esponenti di rilievo.
Purtroppo la tanto amata
tecnologia
, dalla prima operazione di stampa, passando per la fotografia ed il cinema, approdando all’odierno Internet, ha introdotto la
riproducibilità delle cose
, minacciando così una delle basi su cui poggiava l’arte. Dall’
impressionismo
, infatti, ogni movimento artistico originale ha posto il problema di cosa sia l’arte e di come essa debba essere realizzata; e questi sono i quesiti a cui un moderno artista deve rispondere con la propria opera. L’arte nella
nostra società
acquista valore se è in grado di adattarsi alle rapide evoluzioni dell’uomo: il mezzo attraverso cui un’opera d’arte, per esempio pittorica, deve far percepire ad un moderno osservatore un messaggio, non può essere lo stesso che troviamo in un’opera del Quattrocento; nonostante il messaggio sia lo stesso, per essere pregnante l’opera deve parlare con “la lingua” dell’uomo a cui è indirizzata. L’arte viene automaticamente associata da tutti ad una sorta di intrattenimento moderno, e essa si prefigge come scopo il diletto dell’uomo del XXI secolo.
L’arte, per essere tale, deve quindi, non essere invasiva, suscitare l’interesse nello spettatore e catturare la sua attenzione grazie all’originalità, all’intelligenza dei soggetti, senza però dimenticare le caratteristiche derivate dalle tradizioni storiche sopra ricordate, che hanno contribuito allo sviluppo e alla definizione dei concetti di arte e di bello artistico dei giorni nostri.
9.2 Le avanguardie artistiche del XX secolo
Le avanguardie artistiche del XX secolo hanno come dato comune una forte posizione di rifiuto e
aperto contrasto, a volte non solo artistico, con le concezioni artistiche, filosofiche, scientifiche,
psicologiche e socio-economiche vigenti. Segnano dei
forti punti di rottura
in un secolo che viene
stravolto da due guerre mondiali e che vede modificarsi sostanzialmente il proprio tessuto sociale
e produttivo, dalla rivoluzione industriale al postfordismo, dalla società di classi alla
società dei
consumi
, dalla cultura elitaria alla
società mediatica
.
In questo breve excursus tra le correnti artistiche del ‘900, si tenta di evidenziare quelle che
maggiormente si sono espresse in senso critico e che hanno portato alle attuali tendenze artistiche
nell’era delle
tecnologie digitali
.
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Espressionismo
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Notte stellata
( Van Gogh)
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L’urlo (Munch)
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L'Espressionismo (il primo impiego del termine appare su una rivista nel 1911) nasce e si diffonde nei paesi di lingua tedesca, tra il 1900 e il 1910, ma presto influenzerà, oltre che le arti figurative, la letteratura, il teatro, il cinema e l’architettura.
Per Espressionismo non si può intendere un vero e proprio progetto artistico unitario e omogeneo, così come viene normalmente fatto quando si parla delle avanguardie storiche del Novecento, dell'organizzazione cioè in gruppi e movimenti suggellati da manifesti programmatici, ma piuttosto di un
clima culturale
assai diffuso nei primi del '900, come tendenza rispecchiante il panorama globale della ricerca espressiva del periodo, comprendente molteplici esperienze e modi di essere.
L'Espressionismo è caratterizzato dalla
manifestazione diretta
tramite il segno e il colore dell'esperienza emozionale e spirituale della realtà e spesso del disagio interiore provocato dal
contrasto tra gli ideali umani e la reale condizione dell’uomo.
Nasce in risposta all'incrinarsi degli ideali umanitari e della crisi di valori con cui l’Europa
capitalistica si trova a dover fare i conti. L'instaurarsi di nuovi metodi di produzione industriale, con la conseguente perdita dell’economia agricola e la stravolgente e forzata urbanizzazione, porta a spaccature nell’ordine sociale ed agli inizi della "lotta di classe" nelle metropoli, mentre lo svuotarsi del concetto di tradizione, sotto la spinta dell’incalzante
modernismo
, porta a un senso di sradicamento dalle proprie origini che immediatamente si
ripercuote sul piano creativo, dove gli artisti e gli scrittori più sensibili colgono nella crisi un'occasione per un mutamento dei mezzi di espressione, al fine soprattutto di utilizzare i nuovi strumenti contro la stessa società moderna.
L’Espressionismo trova le sue premesse nei pittori dell’angoscia quali,
Van Gogh
,
Munch
,
Gauguin
, molti artisti tra i quali
Picasso
,
Chagall
,
Klimt
,
Kandiskij
, sviluppano nelle loro opere tematiche legate all’espressionismo.
·
Futurismo
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I funerali dell’anarchico Galli (Carrà)
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Ritratto di Madame S. (Severini)
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Filippo Tommaso Marinetti
scrittore e teorico, dà vita al movimento futurista, al quale aderiscono tra gli altri i pittori
Boccioni
,
Carrà
,
Severini
,
Balla
, ecc ….
Marinetti parte da istanze di rinnovamento di tipo letterario, pubblicando nel 1909 il Manifesto del Futurismo su "Le Figaro": "...
fondiamo oggi il Futurismo, perchè vogliamo liberare questo paese dalla fetida cancrena di professori, d’archeologi, di ciceroni e
d’antiquari
;
i tempi evolvendosi impongono nuove realtà e rinnovati mezzi tematici, formali e linguistici in grado di rappresentarne la quintessenza."
L'ideologia del movimento coinvolge tutti i piani dell'esperienza: dall'arte alla politica, dal costume alla morale, basata su una fede nel
primato della vita
, della
creatività
e dell'
azione
, oltre la ragione e i passati sistemi di pensiero, infatti il movimento nasce come violenta polemica contro il tradizionalismo culturale, borghese e benpensante.
I
manifesti
vengono considerati i fondamentali mezzi di comunicazione privilegiati per la diffusione di nuovi valori estetici e comportamentali al punto che dal 1909 al 1916 ne vengono resi pubblici oltre cinquanta sui più disparati argomenti.
Il Manifesto Tecnico della Pittura Futurista enuncia: "...
Il gesto, per noi, non sarà più un momento fermato dal dinamismo universale: sarà, decisamente, la sensazione dinamica esternata come tale. Tutto si muove, tutto corre, tutto volge rapido. Una figura non è mai stabile davanti a noi, ma appare e scompare incessantemente...
I pittori ci hanno sempre mostrato cose e persone poste davanti a noi. Noi vorremmo lo spettatore nel centro del quadro ".
Il movimento, il gesto e la parola entrano nell'opera non come realtà fissate in un attimo irripetibile, come nell'impressionismo, ma nel loro ripetersi, nella progressione del loro divenire, costituendosi in un nuovo
linguaggio dinamico ed esplosivo
.
Accanto alla poesia e alla pittura sono presenti opere di scultura (Boccioni e Balla), il rinnovamento della nozione musicale con i Manifesti (1913-14) e la scrittura sonora di
Pratella
e
Russolo
e una intensa attività teatrale improntata all’improvvisa invenzione scenica e al teatro dell’immagine.
Lo scoppio della prima guerra mondiale vede la poetica futurista impegnata nell'esaltazione della lotta e nell'ideologia interventista, legate ad una precisa volontà di "rigenerare" il mondo secondo i nuovi ritmi dettati dalla produzione industriale e i
miti della macchina
. Successivamente, del movimento, fecero parte artisti coinvolti in prima persona nella politica culturale fascista come
Sironi
o altri massimi rappresentanti del ritorno all'ordine propugnato da quel regime.
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Cubismo
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Guernica (Picasso)
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La camera rossa (Matisse)
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Il Cubismo nasce a Parigi nel primo decennio del '900, a partire dalle innovazioni formali di
Picasso
e
Braque
. È il critico
Vauxcelles
che, recensendo una serie di paesaggi di Braque, riprende un’espressione di
Matisse
e parla della tendenza del pittore a ridurre tutto a cubi; il termine si diffonde e finisce per indicare il nuovo movimento.
I precedenti culturali del Cubismo sono individuati nella ricostruzione della natura e dello spazio per mezzo dei volumi da parte di
Cezanne
, e nella progressiva ricerca di una rappresentazione, volta a rivelare visivamente l'
essenza delle cose
, con una forte tendenza all'astrazione dall'apparenza da parte dei postimpressionisti; a questi fattori si può aggiungere il diffondersi della conoscenza dell'
essenzialità primitiva
e svincolata dall'ambiente, così come si ricava dallo studio dell'arte nera e la via aperta dagli impressionisti e dai
fauves
nel processo di distruzione della prospettiva.
L'elemento caratterizzante del Cubismo è l'abbandono dell'unico punto di vista e della collocazione statica delle cose nello spazio, a favore della scomposizione e della fusione di ogni punto di vista e ogni piano del reale, l’
unicità del punto di vista
, i piani intermedi e di fondo vengono annullati in un unico processo di scomposizione, l’intento non è più quello di esprimere l’oggetto nella sua collocazione spaziale, ma quello di dare una
simultaneità di visione
a tutti gli aspetti esprimibili.
Nella ricerca artistica si riflette il senso della relatività della conoscenza, seguito alla crisi del positivismo.
È la molteplicità del punto di vista il punto focale a cui giunge l'arte contemporanea a partire dall'opera di Cezanne: ogni persona non è mai ferma dinanzi agli oggetti della realtà, ma si muove nello spazio, creando una sintesi tra la moltitudine di immagini che l'occhio gli fornisce; lo stesso sguardo non è mai immobile, ma in continuo movimento: sposta in continuazione il suo raggio di azione per percepire e ricostruire, attraverso vari tentativi, volumi, piani, superfici, cavità, ecc. è un'idea di quadro che va modificandosi, nel tentativo di superare il grande limite dell'illusione di un mondo piatto, a due dimensioni, per giungere a una rappresentazione delle cose nella loro interezza. L’esperienza di moltiplicazione dei punti di vista dell'arte offre spezzoni di linguaggio nella letteratura (la prosa di James Joyce e di Virginia Woolf), e in ambito musicale allarga le forme sonore consuete (
Igor Stravinsky
).
In una prima fase, il Cubismo
originario
si basa su un’elaborazione formale volta alla scomposizione dei piani semplici, alla quale segue il Cubismo
analitico
in cui il reale non è solo visto da più prospettive, ma si smembra con la scomposizione dei piani. Infine il Cubismo
sintetico
ricompone l'oggetto in una nuova visione organizzata ormai senza relazione con le limitative leggi spazio-temporali della tradizione.
Con l'esperienza cubista Picasso porta a compimento il discorso iniziato da Cezanne e, mentre
giunge a dichiarare apertamente la totale
autonomia della rappresentazione
rispetto al
rappresentato, che diviene un pretesto, un semplice punto di partenza del processo di
scomposizione dell'oggetto o punto di arrivo della sua ricostruzione, attraverso i puri strumenti
formali del linguaggio dell'arte, mantiene sempre un ferreo rapporto con il contenuto e i valori
comunicativi dell'opera, che avrà l'apice in un dipinto come "
Guernica
" (1937).
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Astrattismo
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Primo acquerello astratto (Kandinskij)
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Red balloon (Klee)
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L’Astrattismo abbandona la riproduzione del reale per giungere alla più profonda elaborazione formale del linguaggio visivo, allontanandosi da ogni riferimento al mondo esterno e fondando le regole del proprio linguaggio su elementi interni alla forma, capaci di giungere alla vera
essenza delle cose
, alla struttura più profonda delle forze della natura.
L'Astrattismo parte dalle premesse teoriche e culturali del Simbolismo, con la sua sintesi decorativa e il valore espressivo dato alla forma e al colore, dalle deformazioni fauves e dalle scomposizioni cubiste, sviluppandosi tra una direzione
espressivo-simbolica
, che presta massima attenzione agli aspetti emotivo-psicologici del colore e al ritmo prodotto dai rapporti di forze in atto nel campo o nella visione, e una matematico-razionale, tendente alla massima
depurazione della forma
, individuata nella pura
astrazione geometrica
.
I principali esponenti dell'astrattismo come corrente d'avanguardia storica sono
Kandinskij
, primo teorizzatore della tendenza e autore già nel 1910 del primo acquerello in forma totalmente non oggettiva;
Klee
, che approfondì in senso introspettivo e psicologico la costruzione dell'immagine attraverso la combinazione di linee, segni, superfici colorate, ideogrammi;
Mondrian
, per il versante più razionale e analitico
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Metafisica
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Le muse inquietanti (de Chirico)
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La morte di re Salomone (Savinio)
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Tendenza artistica del Novecento italiano, affermatasi nel 1910 nella produzione pittorica di
Giorgio de Chirico
, in particolare con i dipinti L’enigma di un pomeriggio d’autunno (ubicazione ignota) e L’enigma dell’oracolo (collezione privata, Berlino). La pittura metafisica si qualificava in primo luogo per l’effetto di
spaesamento
e
sorpresa
generato nello spettatore, dovuto alle immagini irreali e alle atmosfere fantastiche delle composizioni.
Caratteristica dei quadri di De Chirico è l’
ambientazione
: uno spazio nitidissimo, semplificato ma non deformato, reso attraverso
chiaroscuri
molto accentuati, è organizzato attorno a oggetti e presenze solitarie, perlopiù inanimate. Anche se sullo sfondo si vede un treno in movimento (La piazza d’Italia, 1915, collezione privata, Roma), se due personaggi danno l’impressione di parlare tra loro (Nostalgia dell’infinito, Museum of Modern Art, New York), se una ragazzina corre con un cerchio (Mistero e malinconia di una strada, 1914, collezione privata, New Canaan), la vita sembra lontana dagli scenari di questi dipinti, che intendono appunto evocare qualcosa che sta “al di là” della “fisica” quotidiana.
La metafisica non fu mai un movimento, ma soltanto un’esperienza pittorica e intellettuale che per un breve tempo (dal 1917 circa al 1921) riunì accanto a De Chirico il fratello
Alberto Savinio
,
Carlo Carrà
e
Giorgio Morandi
. Fu quello il periodo delle Muse inquietanti e dei manichini di Ettore e Andromaca di De Chirico, che parallelamente teorizzava come, per diventare immortale, un’opera d’arte deve sempre superare i limiti dell’umano senza preoccuparsi nè del buon senso nè della logica.
L’immagine dei manichini fu ispirata probabilmente da Savinio, che nel 1914, nel poema Les Chants de la Mi-Mort pubblicato sulla rivista “Les Soirèes de Paris” di
Guillaume Apollinaire
, scriveva di uomini senza voce, senza occhi, senza volto; fantasmi cui Savinio stesso tentò del resto di dare forma visiva nella tela Senza titolo (collezione privata).
Il sodalizio fra i quattro artisti non durò molto. Carrà, che proveniva dal
futurismo
, conduceva una ricerca sugli oggetti che lo riportasse a una dimensione più vicina alla quotidianità, a una percezione intima della realtà; risalgono a quegli anni La musa metafisica (1917, Pinacoteca di Brera, Milano) e L’ovale delle apparizioni (1918, collezione privata). De Chirico e Savinio cercarono invece, piuttosto, di approfondire le suggestioni filosofiche implicite nell’arte metafisica. La rottura avvenne nel 1919, dopo la pubblicazione del libro di Carrà La pittura metafisica, in cui De Chirico non era neppure citato.
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Dadaismo
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Fontana (Duchamp)
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Hera (Picabia)
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Il movimento culturale Dada nasce ufficialmente nel 1916 con la fondazione a Zurigo del Cabaret, luogo di incontro di artisti e intellettuali e di serate all'insegna della dissacrazione di ogni forma e di ogni significato correnti. Il movimento rifiuta ogni valore e ogni modello della cultura tradizionale, infatti tipico del gruppo è il
rifiuto di ogni atteggiamento razionalistico
e l'attribuzione di
valore estetico alla realtà comune
, all'oggetto di uso quotidiano, estratto dal suo abituale contesto e assunto al rango di
oggetto d'arte
. Al rifiuto di ogni atteggiamento razionalistico si accompagna la
dissacrazione delle forme e dei significati
.
La parola Dada viene trovata casualmente, forse sfogliando un dizionario francese ("dada" è un'espressione spesso usata per giocattolo) e, proprio perchè, citando le parole di
Tristan Tzara
, estensore dei manifesti del movimento, "
Dada non significa nulla. Dada è un prodotto della bocca ", è usata per designare quello che sarà, più che un movimento artistico omogeneo, uno spirito e un atteggiamento accomunante intellettuali di diversa estrazione nei confronti del fare e del pensare l'arte.
L'espressione più significativa del movimento si trova nelle opere di
Marcel Duchamp
,
Francis Picabia
,
Max Ernst
, ecc …, che propongono, attraverso il loro lavoro, i cardini fondamentali attorno ai quali ruota tutta la
provocazione dada
, primo fra tutti il sovvertimento e la
delegittimazione del linguaggio artistico convenzionale
e tradizionale, con la conseguente ridefinizione del rapporto tra gli oggetti e le parole atte a definirli, ma anche l'ironia nei confronti delle regole e delle norme vigenti all'interno del sistema non solo artistico, nonchè l'
assunzione della casualità e dell'inconscio
quali principali forze propulsive della creazione artistica, aspetto quest'ultimo che verrà sviluppato in seguito dal Surrealismo.
Le opere dada adottano la combinazione di varie tecniche come il
collage
, l'
assemblage
, il
fotomontaggio
e in genere le soluzioni derivanti da un uso innovativo della
fotografia
che vive nel periodo dada un'intensa stagione creativa, con la presa di coscienza da parte degli artisti che tale tecnica, non più solo strumento di riproduzione fedele della realtà, diviene un mezzo per reinventarla e per materializzare efficacemente le intuizioni della mente attraverso l'uso di tecniche quali, oltre a quelle già citate, la
solarizzazione
e la
sovrimpressione
.
In seguito divenute celeberrime e assunte a simbolo della contemporaneità sono la "Ruota di
bicicletta", lo "Scolabottiglie", l'"orinatoio" esposto con il titolo "Fontana", l'ampolla contenente aria di Parigi.
Al di là dell'intento provocatorio, queste opere rappresentano il tentativo di attuare uno spiazzamento nei rapporti tra un oggetto, il suo luogo e le sue funzioni, ricollocandolo all'interno di un ambito in cui vigono altre regole, quelle estetiche, a loro volta sovvertite dall'ingresso di tali oggetti nella loro sfera di competenza.
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Surrealismo
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Cantheur (Mirò)
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L’aurora (Dalì)
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Nasce in Francia negli anni Venti, definito nelle sue linee programmatiche dallo scrittore
Andrè
Breton
nel "Primo manifesto surrealista" del 1924 nel quale si afferma la volontà di
saldare la realtà storica con quella onirica
, allo scopo di liberare tutte le potenzialità espressive della natura umana.
I surrealisti tentano la rielaborazione in chiave creativa del pensiero psicoanalitico, determinante per gli sviluppi delle loro opere e della teoria del movimento. La psicoanalisi, nel suo compito di liberazione e svelamento delle forze dell'inconscio, dei tabù e delle costrizioni che la coscienza troppo rigida impone alla personalità soprattutto nella sfera sessuale, dà l'impulso principale al progetto surrealista di rifondazione dei veri aspetti dell'esistenza umana, proprio a partire da un atto di liberazione da qualunque consapevolezza razionale e culturale che non permetta il libero accesso e l'immediata trasposizione della fantasia sulla mano che guida il realizzarsi dell'opera d'arte.
La poetica surrealista si rivolge all'inconscio, ma ha come obiettivo ultimo un cambiamento della coscienza e della società. Conseguente a ciò è l'impegno dei surrealisti nella politica, la loro iscrizione alla Terza Internazionale Socialista, il nome significativo dato alla loro rivista "Rèvolution surrealiste", poi divenuto "Le surrealisme au service de la rèvolution".
Le pratiche dada hanno una diretta influenza su quelle surrealiste della
scrittura automatica
e della creazione affidata alla
provocazione del caso
. I surrealisti infatti inizialmente tentano di assumere a metodo il concetto di
automatismo psichico
; ciò avviene soprattutto attraverso prove di "scrittura automatica" con la quale si intende l'operare dell'artista che procede secondo un'immediata corrispondenza tra inconscio e azione pittorica.
Rappresentanti maggiori del movimento sono, oltre al teorico del gruppo
Breton
,
Masson
,
Magritte
,
Mirò
,
Dalì
, ecc … Periodi, influenze o esiti del surrealismo si hanno anche in
Picasso
.
Questo mini-sito fa parte delle risorse didattiche della sezione DIDATTICA.ndo di www.marcosroom.it